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Sibille (quattro coppie)

Artista: Caccia Guglielmo detto Il Moncalvo

Tecnica: Olio su tela,

Opera In Archivio, In Vetrina
Anno: 1616
Misure:
Note:

GUGLIELMO CACCIA detto IL MONCALVO

Sibille (quattro coppie)

Affreschi

1616

Chiesa di Santa Maria di Canepanova, Pavia

Nella chiesa di Santa Maria Incoronota di Canepanova però Guglielmo interviene anche di persona. E’ chiamato infatti ad affrescare ai quattro angoli del tempio, quattro coppie di Putti (GCM000139), i quali quasi abbracciati sembrano ballare in un fremito di gioia non trattenuta e sono chiamati a coronare le tele sottostanti. 

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Anche la cupola sopra l’altare maggiore è affrescato da Guglielmo con le otto Sibille (GCM0000140), divise in quattro coppie. Ogni Sibilla è indicata per nome e reca un cartiglio con una profezia dedicata alla Vergine Madre. Le Sibille guardano ancora, come il resto dell’impianto del tempio, al mondo femminile. Secondo la tradizione cristiana, che riprende le figure della tradizione greca e romana, esse profetizzano l’avvento di Cristo divenendo nel corso del Medioevo equiparate addirittura ai profeti biblici. 

Il pittore in questo lavoro a fresco non può che rinnovare l’idea decorativa della Grande Galleria di Torino e ricordarsi la collaborazione con Federico Zuccari presente nella stessa Pavia alle prese, con Cesare Nebbia e probabilmente con Giovanni Crosio, alla decorazione del collegio Borromeo con gli episodi della vita di Carlo Borromeo, al tempo non ancora santo, per volere del cardinale Federico Borromeo. 

Proprio nei putti gioiosi e nelle Sibille premonitrici, dell’impianto decorativo affrescato di Canepanova, vanno ricercarti, gli esempi stilisticamente più vicini, del lavoro svolto dieci anni prima da Guglielmo Caccia nella Grande Galleria torinese.

Un dubbio sorge in particolare su di una coppia di Sibilla che sembrano fuggire dai modi di Guglielmo, almeno nei tratti del viso di quella di destra. Probabilmente per motivi contingenti il completamento dell’affresco è dovuto ad un collaboratore locale.