Madonna con il Bambino, San Michele Arcangelo e San Giorgio

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Madonna con il Bambino, San Michele Arcangelo e San Giorgio

Artista: Caccia Guglielmo detto Il Moncalvo

Tecnica: Olio su tela,

Opera In Archivio, In Galleria
Anno: 1605
Misure:
Note:

GUGLIELMO CACCIA detto Il MONCALVO

MADONNA CON IL BAMBINO, SAN MICHELE ARCANGELO E SAN GIORGIO

Olio su tela

1605

La tela secondo un documento dell’archivio della Confraternita di San Michele è stata realizzata nel 1605. Bartolomeo Qurano à fatto la ancona del Altare a 10 aprile 1605. Dal 1604, infatti, con il complesso decorativo del Viboccone Guglielmo Caccia opera con continuità a Torino. Tra il 1605 ed il 1607 lavora sotto la direzione di Federico Zuccari alla Grande Galleria Ducale e già nel 1605 un documento dell’Archivio Generale di Sua Altezza lo definisce “Habitante a Chieri”. 

Proprio con la pala della Chiesa di San Michele Arcangelo si inaugura il ciclo di dipinti destinati alla città di Chieri, che vede intervenire Guglielmo più volte tra il 1605 ed il 1607 e poi anche successivamente, soprattuto in occasione del ciclo decorativo che lo vede coinvolto intorno al 1615 nella Chiesa di San Domenico.

La pala appare tra i lavori migliori realizzati dall’ancora giovane artista nei primi anni del secolo. Il fondale gioca sulle tonalità del marrone e la composizione risulta folgorante per l’emersione delle figure rappresentati con colori decisi e raffinati. La Vergine come di consueto risalta nella sua veste rosa e nella tunica blu scuro, mentre la stola, insolitamente, viene colorata in una sfumatura dell’ocra. Fantastico è l’espressione del viso che rivolge lo sguardo a San Michele senza alcun motto, ancor lieve di sorriso, e la malinconia dolce e gli occhi gonfi fanno pensare ad un pianto appena risolto. Lo sfumato della carnagione gioca con la luce e l’ombra. Le dita delle mani affusolate sono una cifra stilistica di Guglielmo che lo aveva contraddistinto anche nel lungo rapporto con i Lanino, terminato solo l’anno prima con la straordinaria chiamata da parte del Duca Carlo Emanuele I e la lunga permanenza al Viboccone.

I due Santi sono rappresentati con grande attenzione ai dettagli e splendidi nei loro abbigliamenti militari con i rispettivi mostri luciferini abbattuti sotto i piedi. Particolarmente riuscito appare il viso di San Michele che si rivolge alla Madonna, abbandonando l’atteggiamento del combattente, per assumere un’espressione di dolcezza infinita. 

Meravigliosi infine sono i due putti che suonano sistemati negli angoli superiori, con le gambine divaricate, chiara reminiscenza gaudenziana.

di San Michele Arcangelo Chieri