Madonna col Bambino e i santi Vittore e Francesco

Madonna col Bambino, i Santi Giovanni Evangelista, Margherita ed i donatori Giorgio e Margherita de Alessi
21 Luglio 2018

Madonna col Bambino e i santi Vittore e Francesco

Artista: Caccia Guglielmo

Tecnica: Olio su tela,

Opera In Archivio, In Galleria
Anno: 1602
Misure: CM 205X137
Note:

Madonna col Bambino e i santi Vittore e Francesco

Olio su tela cm 205×137 (1602)

CHIESA DI SAN VITTORE – FRAZIONE CIOCCARO COMUNE DI PENANGO AT

Nella Madonna con Bambino ed i Santi Vittore e Francesco, del 1602, nella chiesa di Cioccaro del comune di Penango, il pittore sembra ancora indugiare nella ricerca e nella assimilazione libera dei linguaggi. La cromia accesa e preziosa che guarda ancora ai modelli gaudenziani si spegne nella dolcezza commovente dei visi della Vergine e del Bambino, che richiamano invece gli echi di Bernardino Lanino e della sua scuola. Guglielmo nella frequentazione assidua della bottega di Pier Francesco Lanino a Vercelli aveva sicuramente accesso ai cartoni ed al materiale in deposito. La citazione infatti giunge puntuale con la testolina del Bambino che viene scorciata delicatamente, proprio in una tipica rappresentazione del caposcuola vercellese.

Nel 1602 infatti Guglielmo è ancora in stretto rapporto con la bottega dei Lanino di Vercelli e l’opera sembra proprio impregnarsi di tale sensibilità.

La carica sentimentale e malinconica che sfocia sapientemente in una incommensurabile e delicata grazia che contraddistingue il lavoro di Bernardino Lanino, bene si collega alla sensibilità di Guglielmo che ne ripercorre infatti volentieri le medesime sensazioni fino ad appropriarsene in una autonoma e naturale cifra pittorica.

La Vergine ancora viene rappresentata con la veste rosa e la tunica blu con l’aggiunta della stola colore verde muschio. Il rosso della tunica di San Vittore sembra bilanciare la monocromia marrone che dilaga nel San Francesco, in alto ed in basso della tela. 

Anche i fiori deposti ai piedi della Vergine sembrano scomparire nel tono del marrone. Esordisce in questa tela la soluzione dei putti che reggono la corona di fiori, che sarà successivamente presa a modello e ripetuta più volte.

Interessante è anche la possibilità da parte del Caccia e del giovane Cerano, di reciproche leggere influenze, vista la contemporaneità dell’azione sul medesimo territorio.

Negli stessi anni Guglielmo si esercita nella riproduzione grafica della pala di Gaudenzio Ferrari oggi alla Galleria Sabauda ed all’epoca nella Chiesa di Santa Maria in Piazza a Casale, come mostra il disegno nella collezione Lehman di New York dell’intera pala o la riproduzione della Madonna con il Bambino oggi nella Biblioteca Ambrosiana.