Madonna col Bambino, i Santi Giovanni Evangelista, Margherita ed i donatori Giorgio e Margherita de Alessi

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21 Luglio 2018
Madonna col Bambino e i santi Vittore e Francesco
21 Luglio 2018

Madonna col Bambino, i Santi Giovanni Evangelista, Margherita ed i donatori Giorgio e Margherita de Alessi

Artista: Caccia Guglielmo

Tecnica: Olio su tela,

Opera In Archivio, In Galleria
Anno: 1595
Misure: cm 182x140
Note:

Madonna col Bambino, i Santi Giovanni Evangelista, Margherita ed i donatori Giorgio e Margherita de Alessi

Olio su tela cm 182×140 1595

Chiesa della Assunzione di Maria Vergine – Grana Monferrato AT

La grande tela commissionata in onore dei due donatori, con tutta evidenza Giorgio e Margherita de Alessi, rivela una particolare ed inedita forza pittorica del giovane Guglielmo. 

In basso sulla tela si legge infatti in corsivo “Comitem Georgium de Alexiis et Margaritam ius uxorem protege Dne S. Ios evangelistae et S. Margaritae patrocinio confidentes …pro patriae defensione construxerunt sacellum MDXCV”. 

Reduce dai cicli pittorici dell’Oratorio di San Pietro di Casale, delle Cappelle del Sacro Monte di Crea e della Chiesa di San Michele a Candia Lomellina, con la tela di Grana Guglielmo sembra svoltare decisamente alla ricerca di uno stile personale intriso di un profondo sentire religioso e di tecnica pittorica sopraffina. 

La Madonna ed il Bambino sono dotati di una grazia delicata, mentre sia il San Giovanni che la Santa Margherita appaiono sorretti da una vena squisitamente sentimentale e patetica. Lo stacco con la descrizione dei due donatori si rende evidente nella descrizione somatica, nell’abbigliamento dell’epoca e nella splendida lumeggiatura dell’armatura dell’uomo, che riprende il gusto per il vero degli affreschi citati. Gli stessi personaggi descritti per tonalità scura si distaccano dal resto della scena. La presenza della Santa con il mostro ai piedi è dovuta per corrispondere al nome di battesimo della donatrice, situata riverente ai suoi piedi ed a cui la Santa appoggia confidenzialmente una mano sulla spalla. 

La Vergine indossa la tipica veste colore rosa tanto gradita dal pennello del pittore, mentre per la gonna a tunica viene evitata una colorazione nella tonalità del blu come sarebbe stato normale in altri lavori successivi, in favore di una gradazione chiara del grigio-verde che contribuisca allo stacco tra i due livelli della composizione. 

La gamma dei colori si rivela per trasparenza, i toni risultano straordinariamente raffinati ed equilibrati. 

In questo periodo di grande maturazione artistica, accompagnata anche ad un ottimo riscontro in termine di mercato, soprattutto dopo il successo ed il clamore suscitato dal ciclo realizzato al Sacro Monte di Crea, Guglielmo mostra di assimilare, fondere e stravolgere in senso personale i vari modelli che si presentano alla sua visione, con una eccellenza stilistica e tecnica incomparabili con altri coevi artisti di quell’area piemontese. Lo sguardo si rivolge innanzitutto alla vicina cultura gaudenziana, la quale traspare a volte solo nel gusto della composizione, mentre in altri casi la vicinanza è sia formale che tecnica. A questo proposito non deve essere ignorato il fatto che almeno dal 1586 Guglielmo Caccia, entra in contatto stretto con la bottega vercellese dei Lanino, Gerolamo e Pier Francesco, i quali sono i figli di quel Bernardino Lanino, allievo e stretto collaboratore a Milano, proprio di Gaudenzio Ferrari.

L’opera potrebbe essere stata realizzata proprio all’interno della bottega vercellese dei Lanino, come prova la documentazione della committenza della pala di Larizzate realizzata a partire dal 1596 e la bellissima tavola per la Cappella del Cordone della Chiesa di San Francesco di Vercelli, datata 1601 ed oggi al Museo Borgogna.

Proprio il patetismo generale e la carica sentimentale che rivelano i protagonisti della scena, hanno nelle opere di Bernardino Lanino il precedente più sicuro. La critica guarda anche all’esempio della bellissima Madonna con il Bambino e santi, che vede autori Pellegrino Tibaldi e Simone Peterzano della parrocchiale di Frassineto Po. Opera che Guglielmo potrebbe avere osservato nel suo girovagare.