Orsola Maddalena Theodora Caccia (Moncalvo AT 1596 – 1676)

Theodora Caccia nasce a Moncalvo il 4 dicembre 1596, secondogenita di Guglielmo Caccia detto “Il Moncalvo” e di Laura Oliva, seconda di nove figli, sei femmine e tre maschi. Il marchesato del Monferrato dopo l’estinzione della dinastia dei Paleologi dal 1536 viene posto dall’imperatore Carlo V sotto il governo dei Gonzaga di Mantova. Moncalvo è un importante centro del marchesato, il quale tra Cinquecento e Seicento è oggetto di forti dispute con il Piemonte dei Savoia. Famosa fu l’invasione nel 1613 del territorio da parte di Carlo Emanuele I che provocò la fortissima reazione dei monferrini. Il territorio cruciale negli scambi commerciali, è conteso oltre che dai Savoia anche dalle altre potenze dell’epoca come il Regno di Francia e l’impero spagnolo oltre che dal Ducato dei Gonzaga regolarmente investiti nel dominio dall’imperatore. La prima parte della vita di Theodora coincide con il lunghissimo regno di Carlo Emanuele I (1580-1630) il quale eredita dal padre Emanuele Filiberto un Piemonte piuttosto esteso di cui il Monferrato è escluso. Carlo Emanuele I non è comunque solo un uomo d’armi ma anche un raffinato statista sensibile al mondo dell’arte e della cultura.
Theodora ha solo nove anni quando il padre Guglielmo vene chiamato a Torino per partecipare alla prestigiosa impresa decorativa voluta dal duca, della Grande Galleria che univa l’antico Castello degli Acaja al nuovo Palazzo Ducale. Infatti Federico Zuccari viene chiamato a Torino nel 1605 per realizzare il ritratto della figlia Margherita che andrà in sposa nel 1608 a Francesco IV Gonzaga. Sempre lo Zuccari viene incaricato per la decorazione della galleria lunga 166 metri ed alta 8 ed in considerazione della portata dell’impresa vengono chiamati a collaborare altri artisti tra cui Guglielmo Caccia, che aveva avuto modo di fare parlare di se grazie al ciclo decorativo di Crea.
Gli affreschi della Galleria vengono realizzati dal 1605 a 1608 ed al cospetto dello Zuccari, Guglielmo aggiorna il suo linguaggio pittorico in favore di uno stile tardo-manierista di area centro Italiana. Il ciclo pittorico della Galleria è andato completamente perduto ma non si deve discostare molto dagli affreschi della volta di Casa Tizzoni a Vercelli, sempre dipinti da Caccia in quegli anni.
Tra il 1611 ed il 1615 con il Monferrato messo a ferro e fuoco, va ad avviarsi la carriera di Theodora come pittrice allieva privilegiata del padre, ormai artista famoso.
Nel 1620 Theodora, ventiquattrenne, prende i voti nel convento delle Orsoline di Bianze’, dove sono presenti anche tre sue sorelle: suor Laura Margherita, suor Agata Rosanna, suor Cristina Serafina con le quali resterà fino al 1625. In tale data infatti, il padre Guglielmo forse sentendo la fine della sua vita vicina, bisognoso di aiuto figliare o forse più semplicemente per migliorare le sorti e la sicurezza delle figlie, secondo le cronache del tempo tutte piuttosto di bello aspetto, richiede al vescovo di Casale, Mons. Scipione Agnelli il permesso di fondare un convento delle orsoline a Moncalvo, donando allo scopo un edificio. Il vescovo concede l’autorizzazione e sempre nel 1625 giungono le quattro figlie da Bianze’. Nel 1626 prendono i voti anche le ultime due figlie Caterina in religione suor Paola Maria e Francesca in religione suor Anna Guglielma che morirà precocemente nel 1628.
Negli accordi per la concessione dell’apertura del nuovo convento delle Orsoline oltre alle questioni di carattere economico viene precisata la funzione di pittrice da parte di Orsola Maddalena e la possibilità conseguente di reggere le sorti del convento grazie all sua arte.
Le mutevoli sorti del Monferrato sono affidate a continue e cruenti guerre. Dopo Carlo Emauele I il Piemonte regna il figlio Vittorio Amedeo I che però muore improvvisamente nel 1637. La reggenza della moglie Maria Cristina detta Madama Reale, sorella del Re di Francia Luigi XIII scatena nuovi conflitti che portano la Francia con il cardinale Richelieu a schierarsi a favore di Maria Cristina.
Nel 1643, Orsola Maddalena badessa del convento scrive a Madama Reale per sollecitare eventuali committenze e le invia in dono un quadro col la Vergine e Santa Cristina.
Orsola Maddalena muore nel convento di Moncalvo il 26 luglio 1676, trent’anni prima del 1706 data in cui il Monferrato passerà definitivamente al Piemonte dei Savoia.

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