Raffaele Arecco (Celle Ligure SV 1916 – 1998)

Si avvicina presto al disegno mostrando una attitudine rara. Affidato per volontà paterna al pittore Matteo Giorgio Aicardi, il quale lo invita a proseguire sulla strada dell’arte. Inizialmente rappresenta scene figurative tratte dalla vita quotidiana della sua terra. Alla fine degli anni Trenta conosce la gallerista milanese Enrica Spotorno, la quale offre al cellese varie opportunità espositive. Dagli anni Quaranta abbandona il figurativo classico per un sentire fantastico visionario. Negli anni Cinquanta si apre ad una pittura spaziale lontana dalla dimensione quotidiana alla ricerca di libertà assoluta nella espressione artistica. Uomo isolato e schivo si esclude volontariamente dal mondo espositivo per percorrere il suo personale cammino creativo.

Opere di questo artista: